Il Patto dei Sindaci, Il Pacchetto CLIMA ENERGIA

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IL PACCHETTO CLIMA ENERGIA 

Il Patto dei Sindaci si inserisce nell'ambito del Pacchetto Clima Energia dell'Unione Europea, che stabilisce i seguenti obiettivi per l'anno 2020:

• ridurre del 20% le emissioni di gas serra

• migliorare del 20% il risparmio energetico

• aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili Gli obiettivi sono declinati in misure per settori.

Misura n. 1

Sistema di scambio delle quote di emissione di gas a effetto serra (ETS = Emission Trading System) L'obiettivo della misura è la riduzione delle emissioni del 21% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020. Lo strumento per attuarlo è la nuova direttiva europea che perfeziona ed estende l’ETS e che prevede un sistema di aste, dal 2013, per l'acquisto di quote di emissione, i cui introiti andranno a finanziare misure di riduzione delle emissioni e di adattamento al cambiamento climatico. A partire dal 2013 le industrie dovranno pagare i diritti ad inquinare, che saranno venduti e scambiati alla Borsa europea delle emissioni, con obiettivi differenziati e progressivi. Sono interessati a questa misura i seguenti settori industriali:

Settore energetico (centrali elettriche ed industrie ad alta intensità di energia)•dal 2013 dovrà pagare internamente all’UE per l'integralità delle sue emissioni;

• rappresenterà il 60% degli introiti previsti con la vendita dei diritti ad inquinare

• deroghe per le centrali a carbone dell'ex blocco sovietico: dovranno comprare solo il 30% delle quote nel 2013 per arrivare progressivamente al 100% nel 2020.

Settori manifatturieri più esposti a concorrenza fuori UE

• questi settori beneficeranno al 100% o quasi del diritto ad usufruire gratuitamente dei permessi ad inquinare fino al 2020;

• settori esonerati in Italia: carta, vetro, ceramica e tondino;

• settori esonerati in Germania: cemento, calce, acciaio e chimica di base.

Gli altri settori industriali, dal 2013 dovranno acquistare il 20% dei diritti ad inquinare, per arrivare al 70% nel 2020 e al 100% nel 2027.

Fondo di solidarietà:

Il 12% dei fondi incassati dagli Stati membri dalla vendita dei permessi ad inquinare sono destinati a costituire un fondo di solidarieta' per aiutare i paesi dell'Europa dell’est (Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia) a modernizzare il proprio sistema energetico, ancora dipendente dal carbone.

I ricavi della borsa UE dei permessi di inquinare:

 

Calcolando un costo di 30 euro a tonnellata di CO2, i ricavi complessivi della vendita e scambio di permessi ad inquinare sono stimati a 44 miliardi di euro per anno. Gli introiti sono destinati alle casse statali, ma la metà dovrà essere consacrata ad investimenti 'verdi', in particolare contro la deforestazione, lo sviluppo delle energie rinnovabili, l'efficienza energetica e altre tecnologie.

Misura n. 2

Settori che non rientrano nel sistema di scambio Per questi settori, come agricoltura, rifiuti, famiglie e trasporti (eccetto quello aereo, che sarà integrato nel sistema nel 2012), l'obiettivo è la riduzione delle emissioni del 10% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020. Dal 2010, obiettivi nazionali vincolanti (declinati per Stato in Piani Nazionali di Efficienza Energetica) con riduzioni più consistenti per i paesi più ricchi e incrementi limitati per quelli meno prosperi (Italia -13%) permetteranno il perseguimento di questo obiettivo.

Misura n. 3

Produzione di energia Tramite obbiettivi nazionali vincolanti (dal 10% per Malta al 49% per la Svezia, 17% per l’Italia), il 20% dell’energia dell’UE dovrà provenire da fonti rinnovabili da realizzarsi con oneri ripartiti tra i 27 Stati membri. Almeno il 10% del carburante utilizzato per i trasporti in ogni paese dovrà provenire da fonti rinnovabili (biocarburanti, elettricità “verde”, ecc.). I biocarburanti dovranno rispettare determinati criteri di sostenibilità (la direttiva sui biocarburanti è in revisione).

Misura n. 4

Promozione dell’uso sicuro delle tecnologie di cattura e stoccaggio geologico del carbonio L'obiettivo è quello di eliminare la maggior parte delle emissioni di CO2 provenienti dai combustibili fossili utilizzati per la produzione di elettricità e nell'industria. Per raggiungerlo, verranno messi a disposizione fino a 300 milioni di euro, attinti dalle quote del sistema di scambio di emissioni di CO2, che finanzieranno 12 progetti dimostrativi, mentre le grandi centrali elettriche dovranno dotarsi di impianti di stoccaggio sotterraneo.